Quando, ormai un anno fa, io e Donatella ci siamo dette proviamoci forse non immaginavamo nemmeno di potercela davvero fare.

Due storie differenti e un sogno in comune. Inseguito, cercato, tante volte quasi abbandonato! Fino al giorno in cui… Dollì siamo noi due, Dolla e Lidia. Il nome nasce per caso e subito ci piace… non c’era un altro concetto che potesse definire cosa volevamo dire ed essere, se non proprio noi stesse, con le nostre storie e passioni.

Donatella arriva da una lunga esperienza di lavoro, prima come disegnatrice per una famosa azienda italiana di calzature, una esperienza in una propria azienda di import-export, e poi, il suo cambio di vita, nella ristorazione. Passa per la scuola Icook di Francesca Maggio e Luca Montersino, poi approda a Fontanafredda, sotto la sapiente guida di Ugo Alciati. Di contorno, esperienze in altre cucine per approfondire e migliorare tecnica e abilità. Ma la sua passione resta una sola: la pasta.

Ricordo ancora quando ad un certo punto di una delle tante lunghe chiacchierate le dissi: ”Ma a me la pasta ripiena non piace”. . .PANICO!!!!
…un attimo di silenzio, come a dire “cosa ci stiamo a fare qua io e te?”.
E’ vero, quella pasta ripiena che non capisci che sapore abbia il ripieno e senti solo un gusto indefinito, quelle paste così spesse da farti passare la voglia… a me non vanno proprio. Ho sviluppato un sano senso critico verso la cucina, e non lo tengo mai solo per me. Era quindi obbligatorio passare subito ad un test. Il primo assaggio è stato leggendario: sentivo uno per uno il gusto del branzino, della melanzana (e non vi svelo gli altri ingredienti, frutto di sapiente ricerca)… e la sfoglia, così sottile quasi da non percepirla.

Leggerezza e sapore pieno, ma come era possibile? Ecco, questa è Donatella, anche nel carattere. Leggera, delicata, ma forte e determinata! E la sua cucina – quella che oggi finalmente guida – non può che essere come lei.

E io? Ho qualche anno in meno…ehm… qualche esperienza in meno di Donatella. Ad un certo punto, stufa della vita aziendale, dove facevo di tutto un po’ in comunicazione e progetti, ho mollato e ho iniziato (continuato) ad approfondire… Un paio di corsi, la cucina e l’attestato di Sommelier, tanti libri, tanti assaggi… la consapevolezza di voler realizzare quel progetto di ristorazione, che sentivo parte di me. Ammetto di essere una rompiscatole, di criticare sempre per fare quel passo più in là che ci migliora. Oggi gestisco la sala di Dollì. Ogni giorno costruisco il mio modo di far conoscere la nostra cucina, di far apprezzare le scelte fatte e di rendere felici i nostri clienti. Un work in progress soddisfacente!

Due donna alla guida di una idea di ristorazione moderna, senza troppi fronzoli, di sostanza e di ricerca nella tradizione come nel territorio, ma guardando sempre oltre.

E al Centro!